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Tirana, torna ferita in Italia

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Tirana, italiana ferita da proiettile vagante a Tirana torna in Italia.

Tirana, 5 gennaio 2024 – La 52enne italiana ferita da un proiettile vagante a Tirana la notte di Capodanno è rientrata in Italia oggi, 5 gennaio, con un elicottero della Regione Puglia.

La donna, A.C., di origini baresi, si trovava in vacanza in Albania con il marito per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.

La sera del 31 dicembre, mentre passeggiava in un viale alberato del centro cittadino, è stata colpita da un frammento di proiettile che le ha causato ferite all’orecchio, alla gola e a un polmone.

La donna è stata immediatamente ricoverata in un ospedale di Tirana, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico.

Le sue condizioni sono state definite serie, ma non è in pericolo di vita.

I medici albanesi hanno ritenuto opportuno che la donna fosse operata in Italia, dove ha migliori possibilità di recupero.

La Regione Puglia ha quindi attivato il trasferimento in elicottero.
A.C. è stata trasportata all’ospedale di Bari, dove sarà operata nelle prossime ore.

Anita Likmeta lascia +Europa

Anita Likmeta. Natività e Polemiche: L’Addio di Anita Likmeta a +Europa

Il clima natalizio dovrebbe portare gioia e condivisione, ma per +Europa è diventato teatro di una controversia che ha spinto Anita Likmeta a prendere una decisione drastica.

Ipocrisia Tradizionale: Ammiccamenti inaccettabili

Nel post sulla natività del partito, Likmeta ha denunciato “ammiccamenti ipocriti alla tradizione”.

Un’accusa diretta che ha scatenato reazioni intense all’interno della formazione politica.

Il Sfogo di Anita Likmeta: “Lascio il Partito”

In un duro sfogo, Likmeta ha annunciato la sua decisione di abbandonare +Europa. Le sue parole riflettono una profonda insoddisfazione per la gestione della tradizione natalizia all’interno del partito.

Contesto Politico: +Europa e la Sua Immagine Tradizionale

+Europa è stato spesso associato a posizioni progressiste, ma la vicenda della natività ha sollevato interrogativi sulla coerenza tra la linea politica del partito e la gestione delle festività tradizionali.

La Reazione dell’Opinione Pubblica

La polemica ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni difendono la libertà di interpretare le tradizioni, altri sostengono che +Europa dovrebbe riflettere meglio i valori del suo elettorato.

L’imprenditrice italiana è di origine albanesi

Ridicola la risposta del suo partito ” il bello delle tradizioni è che possono cambiare “.

 

Operazione “Kulmi”, droga dall’Albania

Operazione “Kulmi”: 19 Arresti e Sequestro di 3,3 Tonnellate di Droga in una Vasta Rete Criminale Transnazionale

video sul Quotidiano d’Italia, clicca qui

Bari, 20 dicembre 2023 – La Direzione Investigativa Antimafia ha colpito duramente il traffico internazionale di stupefacenti con l’esecuzione di 19 ordinanze di carcerazione.

La Procura Generale di Bari ha emesso le pene detentive, che vanno fino a 11 anni e 6 mesi di reclusione, in seguito agli esiti dell’operazione “Kulmi”.

L’indagine, avviata nel 2017 dal Centro Operativo di Bari della DIA, ha coinvolto la collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari

e la Procura Speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata della Repubblica d’Albania (SPAK) ed Eurojust.

Questa operazione ha smantellato una potente organizzazione criminale transnazionale di narcotrafficanti operante nel barese, con ramificazioni in Puglia e Basilicata, composta da cittadini italiani ed albanesi.

I risultati impressionanti includono l’arresto di 27 affiliati e il sequestro di oltre 3,3 tonnellate di droga, tra cui marijuana, cocaina ed eroina.

L’operazione “Kulmi” rappresenta un cruciale successo nella lotta al traffico internazionale di stupefacenti, testimoniando la stretta collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e albanesi nel contrasto alle attività illegali che minano la sicurezza pubblica.

No ai migranti dall’Albania

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No ai migranti. Corte costituzionale albanese sospende accordo Italia-Albania sui migranti

Tirana, 13 dicembre 2023 – La Corte costituzionale albanese ha annunciato la sospensione delle procedure parlamentari per l’approvazione dell’accordo fra Italia e Albania sui migranti, inizialmente prevista per domani.

La decisione è stata presa in seguito a due ricorsi presentati separatamente dal Partito Democratico albanese e altri 28 deputati, schierati a fianco dell’ex premier di centrodestra Sali Berisha.

I ricorsi contestano la costituzionalità dell’accordo, che prevede la creazione di un centro di accoglienza per migranti in Albania, finanziato dall’Italia.

I ricorrenti sostengono che l’accordo viola la sovranità albanese e i diritti umani dei migranti.

La Corte costituzionale ha concesso 60 giorni per la discussione dei ricorsi.

Conseguenze della decisione

La sospensione delle procedure parlamentari per l’approvazione dell’accordo rappresenta una battuta d’arresto per il governo albanese, che aveva sostenuto l’accordo come una soluzione necessaria per affrontare il crescente flusso di migranti verso l’Italia.

La decisione della Corte costituzionale potrebbe inoltre portare a un’ulteriore polarizzazione del dibattito politico in Albania, dove l’accordo è stato fortemente criticato dall’opposizione.

Analisi

La decisione della Corte costituzionale albanese è un segnale importante della crescente importanza dei diritti umani nella politica del paese.

L’accordo Italia-Albania sui migranti è stato criticato da diverse organizzazioni per i diritti umani, che hanno sostenuto che l’accordo viola il diritto alla protezione internazionale dei migranti.

La decisione della Corte costituzionale potrebbe quindi rappresentare un passo avanti nella tutela dei diritti umani in Albania.

Albania, 111 anni di indipendenza

Albania, 111 anni di indipendenza. 28 novembre 1912 – 28 novembre 2023

Oggi, 28 novembre 2023, l’Albania celebra il 111° anniversario della sua indipendenza.

Il 28 novembre 1912, infatti, a Valona, Ismail Qemal Bej Vlora proclamò l’indipendenza dell’Albania dall’Impero ottomano.

L’indipendenza albanese fu il risultato di un lungo processo di lotte e aspirazioni nazionali.

La nascita del nuovo Stato fu accolta con gioia da tutti gli albanesi, che finalmente potevano godere di una propria patria libera e indipendente.

Nel corso dei primi anni di indipendenza, l’Albania dovette affrontare molte difficoltà. Il Paese era povero e arretrato, e la sua popolazione era divisa da divisioni etniche e religiose.

Nonostante le difficoltà, l’Albania è riuscita a costruire una propria identità nazionale
E a  consolidarsi come Stato sovrano.

Oggi, l’Albania è una democrazia parlamentare con una popolazione di circa 3 milioni di persone.

Il Paese è membro della NATO e candidato all’ingresso nella Unione Europea, e sta lavorando per rafforzare la sua economia e la sua società.

Il 111° anniversario dell’indipendenza è un’occasione per celebrare la storia e la cultura albanese, e per guardare al futuro con fiducia.

Immigrazione, illegittimo accordo Italia-Albania

Immigrazione.Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) chiede che il Protocollo Italia-Albania venga revocato e presenterà, insieme ad altre reti e organizzazioni, nella conferenza stampa convocata per domani, un documento di analisi critica nel quale si spiegano i diversi profili di illegittimità.

L’accordo firmato con il governo albanese, violando gli obblighi costituzionali e internazionali del nostro Paese, si pone, come quello con la Tunisia, l’obiettivo di esternalizzare le frontiere e il diritto d’asilo.

Mentre il sistema italiano è nel caos, con continue violazioni di legge sul diritto all’accoglienza e sul diritto d’asilo, determinate da scelte che continuano a negare la realtà, il governo si impegna a mettere in campo interventi che nei fatti producono emergenze e disagio.

L’accordo Italia-Albania, così come delineato, comporta il rischio di gravi violazioni dei diritti umani. Le persone soccorse dalle nostre autorità sono sotto la giurisdizione italiana già quando salgono sulle navi italiane e non possono essere trasferite in un altro stato prima che la loro richiesta d’asilo e le situazioni individuali siano esaminate.

L’accordo getta le basi per la violazione del principio di non respingimento e per l’attuazione di pratiche di detenzione illegittima. Per questo ne chiediamo l’immediata revoca sollecitando il governo italiano a rispettare i propri obblighi di diritto internazionale in materia di non respingimento e di garanzia del diritto d’asilo.
Nella conferenza stampa convocata per domani, martedì 21 novembre, alle 14.30 presso l’Hotel delle Nazioni, Via Poli 6, Roma, il TAI replicherà alle comunicazioni alla Camera sul Protocollo Italia-Albania, in programma domani mattina, da parte del ministro degli Esteri Tajani (comunicazioni che non possono sostituire la ratifica da parte del Parlamento).

Per il Tavolo Asilo e Immigrazione:
A Buon Diritto, ACAT, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, CGIL, CIES, CNCA, Commissione Migranti e GPIC Missionari Comboniani Italia, DRC Italia, Emergency, Europasilo, Fondazione Migrantes, Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, International Rescue Committee Italia, Intersos, Medici del Mondo, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Movimento Italiani Senza Cittadinanza, Oxfam Italia, Refugees Welcome Italia, Save the Children Italia, Senza Confine, Società Italiana Medicina delle Migrazioni, UIL, UNIRE.
Aderiscono inoltre:
AOI, Mediterranea, Open Arms e Sea Watch,

Il Giudice Gratteri, pericolo mafia albanese

Il Giudice Gratteri: Analisi sulla Presenza della mafia albanese

Il giudice antimafia Nicola Gratteri ha recentemente fornito importanti osservazioni sulla presenza della mafia albanese, evidenziando la crescente preoccupazione riguardo a questo fenomeno.

In una recente intervista, Gratteri ha sottolineato diversi aspetti legati all’influenza e alle attività della mafia albanese in Italia.

Crescente Infiltrazione sul Territorio

Gratteri ha evidenziato la crescente infiltrazione della mafia albanese nel tessuto sociale italiano.

Ha dichiarato che questa organizzazione criminale sta guadagnando terreno, sottolineando la necessità di affrontare con determinazione questa minaccia emergente.

Versatilità e Adattabilità

Il giudice Gratteri ha sottolineato la versatilità della mafia albanese, notando la sua capacità di adattarsi a diverse realtà locali.

Questa flessibilità le permette di espandersi in molteplici settori criminali, dalla tratta di droga al riciclaggio di denaro.

Collaborazione Internazionale Cruciale

Gratteri ha evidenziato l’importanza della collaborazione internazionale nella lotta contro la mafia albanese.

Date le sue radici transnazionali, è cruciale un coordinamento efficace tra le forze dell’ordine di diversi paesi per contrastare con successo le attività illecite di questa organizzazione.

Risposta Istituzionale e Sociale

Il giudice Gratteri ha sottolineato la necessità di una risposta forte da parte delle istituzioni e della società civile.

Ha enfatizzato l’importanza di intensificare gli sforzi nella prevenzione, nell’indagine e nella punizione per contrastare la mafia albanese.

Conclusioni e Sfide Future

In conclusione, il giudice Gratteri ha sottolineato che la lotta contro la mafia albanese è una sfida in costante evoluzione.

È necessario un impegno continuo per mantenere un passo avanti rispetto a questa organizzazione criminale e proteggere la sicurezza della società.

In un contesto di crescente preoccupazione per la presenza della mafia albanese in Italia, le parole del giudice Gratteri richiamano l’attenzione sull’importanza di un approccio unitario e globale per contrastare questa minaccia alla legalità e alla sicurezza pubblica.

“Kompania Bello”. Catturato a Istanbul il Boss del Narcotraffico Albanese

“Kompania Bello”. Catturato a Istanbul. Nella cornice di un’operazione internazionale senza precedenti, Dritan Rexhepi, 43 anni:

capo del famigerato cartello albanese “Kompania Bello,” è stato arrestato ad Istanbul.

L’operazione è stata frutto della collaborazione tra il Servizio per la Cooperazione Internazionale:

il Segretariato Generale di Interpol Lione, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e la Sisco di Firenze, guidata dal vicequestore Maria Ghizzoni.

Fuga e Rifugio in Turchia

Dopo una fuga dall’Ecuador, Rexhepi si era rifugiato in Turchia, pensando di sfuggire alla giustizia.

Tuttavia, la cooperazione internazionale ha dimostrato che la legge non conosce confini quando si tratta di criminali di tale calibro.

Criminale Multifunzionale

Dritan Rexhepi è noto in tutto il mondo per la sua vasta gamma di attività criminali.

Dai traffici internazionali di stupefacenti alle rapine spettacolari, il suo nome è diventato sinonimo di criminalità organizzata.

Fuga e Recidiva: Una Storia Criminale Unica

Il suo curriculum criminale include una fuga dal carcere di Voghera nel 2011, seguita da un nuovo arresto in Belgio per rapine multiple.

Tuttavia, la sua abilità nell’eludere la giustizia è emersa nuovamente quando è riuscito a fuggire anche dal carcere belga.

Condanne Internazionali

Rexhepi è stato condannato in Ecuador nel 2014 a 13 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti, ma nel 2021 si è reso nuovamente irreperibile.

In Italia, il Tribunale di Firenze lo aveva già condannato a 16 anni di reclusione.

E successivamente elevati a 20 anni in primo grado per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

La Giustizia Internazionale Prevale

L’arresto di Rexhepi a Istanbul dimostra il successo della cooperazione internazionale nel contrastare la criminalità organizzata su scala globale.

La sua cattura sottolinea l’importanza di un impegno congiunto delle forze dell’ordine oltre i confini nazionali.

Conclusioni

Il caso di Dritan Rexhepi rappresenta un capitolo significativo nella lotta contro il crimine organizzato.

La sua storia criminale complessa, caratterizzata da fughe spettacolari e condanne internazionali, è ora giunta a una svolta con il suo arresto ad Istanbul.

La giustizia internazionale ha dimostrato di essere implacabile, anche di fronte a criminali di altissimo profilo come Rexhepi.

Il Pd solleva questioni politiche su Edi Rama nel Pse

Pd Solleva Questioni Politiche su Edi Rama nel Pse, Ma nessuna richiesta formale di espulsione.

L’accordo tra la Meloni e Edi Rama non è stato digerito dal Pd

Il Partito Democratico italiano (Pd) non ha formalmente richiesto l’espulsione di Edi Rama dal Partito Socialista Europeo (Pse).

Rama vs Pd. “Si è sparsa sui giornali la notizia che gli amici del Pd italiano volevano espellermi dal Pse

e poi, con un certo ritardo, loro stessi hanno smentito

ma sottolineando che l’accordo che l’Albania ha fatto con il governo italiano è gravemente sbagliato su tutti i punti di vista”

 Ha  sollevato un “tema politico” riguardante la compatibilità tra i principi del Pse e l’accordo migratorio dell’Albania con Giorgia Meloni.

Peppe Provenzano, responsabile Esteri della segreteria Schlein, ha chiarito che la questione non è l’espulsione di Rama, ma la coerenza con i principi del Pse.

Il Pd sostiene che l’accordo tra l’Albania e Meloni violi i principi del Pse

E così facendo genera una discussione sulla sua compatibilità con l’appartenenza di Rama al partito europeo.

Nonostante il titolo provocatorio “Il Pd vuole Rama fuori dal Pse,” dal Nazareno non è arrivata alcuna reazione formale.

Provenzano ha precisato che si tratta di un “tema politico,” non di un’applicazione immediata dell’espulsione.

Dal governo albanese, la reazione è stata una smentita dell’interpretazione dei media.

Il consigliere di Rama, Endri Fuga, ha dichiarato che

sembra una “interpretazione errata” dei media e che sono aperti al dialogo con chiunque abbia una visione diversa.

Edi Rama stesso ha commentato la situazione sui social media.

E criticando il Pd per affermare che l’accordo con l’Italia sui migranti è sbagliato da ogni punto di vista

e ironizzando sulla concezione del Pd che “aiutare l’Italia sui migranti non è di sinistra.”

In sintesi, la situazione sembra ruotare attorno alla valutazione del Pd sulla coerenza dell’accordo migratorio dell’Albania con i principi del Pse.

Anche se al momento non c’è stata una richiesta ufficiale di espulsione di Rama.

Il pasticcio che porta soldi a Edi Rama, coi CPR, la popolazione che dice?

Il pasticcio che porta soldi a Edi Rama, che conseguenze avrà nel territorio?

Edi Rama punta  a incrementare le entrate verso l’Albania, costi quello che costi.

E l’accordo con la Premier Meloni agevola il suo rapporto con l’Italia alle prese con un consenso che non è più quello che aveva dopo le elezioni.

I rapporti con la Lega come con Forza Italia, proseguono se ogni parte avrà il suo tornaconto, tanto per essere chiari.

Gli sbarchi continuano e questo è un tema importante per la Lega tanto che Salvini si aspetta fermezza e blocchi.

La Meloni deve tenere assieme la coalizione che ha al suo interno interessi di partito che devono essere garantiti, pena la caduta del Governo.

Si può spiegare così la volontà della Meloni di spingere ad allontanare dall’Italia decine di migliaia di “disperati” che vorrebbero entrare in modo illegale.

Immigrati irregolari che “usano” l’Italia per poi andare in Germania oppure Francia.

L’ Europa al di là delle dichiarazioni di facciata non è che aiuta più di tanto l’Italia, alle prese con un fenomeno che crescerà sempre più.

Stare in Africa in povertà e con le temperature che crescono all’infinito in paesi dove spesso ci sono governi instabili, non è bello.

Viaggiare rischiando la pelle però, arricchisce i malavitosi e rischia di appesantire la loro vita, quando riescono ad arrivare.

Servirebbero piani e accordi internazionali per dare risposte corrette e positive per chi soffre.

La politica italiana da sola non ce la può fare e allontanare il problema, non è fattibile più tanto.

E questo al di là degli accordi che difficilmente dal punto di vista giuridico possono procedere.

status giuridico degli immigrati, di difficile gestione, di cosa parliamo?

Lo status giuridico degli immigrati varia notevolmente da un paese all’altro e può dipendere da diversi fattori:

il motivo dell’immigrazione, il tipo di visto ottenuto, lo status di rifugiato, la cittadinanza e la legislazione specifica del paese ospitante.

Ecco alcune delle principali categorie di status giuridico per gli immigrati:

  1. Cittadinanza: Le persone che sono cittadini di un paese hanno lo status giuridico più elevato in quel paese. Hanno diritti e responsabilità completi e generalmente non sono soggetti a restrizioni significative sul loro soggiorno.
  2. Residente Permanente: Alcuni paesi consentono agli immigrati di ottenere uno status di residente permanente, noto anche come “carta verde” o “permesso di soggiorno a tempo indeterminato”. Questo status offre ai beneficiari la possibilità di risiedere e lavorare in modo permanente nel paese, anche se non sono cittadini.
  3. Visti Temporanei: Gli immigrati possono ottenere visti temporanei per scopi come il lavoro, lo studio, il turismo o la riunificazione familiare. Questi visti hanno una durata limitata e possono comportare restrizioni sul lavoro e altre attività.
  4. Richiedenti Asilo o Rifugiati: Le persone che fuggono da persecuzioni, conflitti o violenze nei loro paesi d’origine possono cercare asilo o rifugio in altri paesi. Se riconosciuti come rifugiati, otterranno uno status speciale che li proteggerà dai respingimenti forzati e garantirà loro assistenza e diritti specifici.
  5. Immigrazione Irregolare: Gli immigrati che entrano in un paese senza il permesso adeguato o che violano le leggi sull’immigrazione possono trovarsi in una situazione di “immigrazione irregolare”. Questo status spesso li mette a rischio di detenzione e deportazione.
  6. Immigrati con Status Temporaneo: Alcuni paesi offrono uno status temporaneo a immigrati che hanno bisogno di protezione temporanea a causa di situazioni eccezionali, come catastrofi naturali o crisi umanitarie.
  7. Immigrati Senza Documenti: Gli immigrati che vivono in un paese senza documenti legali o status giuridico sono spesso definiti “senza documenti” o “indocumentati”.
  8. Questa situazione è generalmente precaria e può comportare la paura della detenzione e della deportazione.

È importante notare che le leggi e i regolamenti sull’immigrazione variano ampiamente tra i paesi e possono essere soggetti a modifiche nel tempo.

Gli immigrati spesso cercano di ottenere uno status giuridico adeguato nel paese ospitante per godere di diritti e protezioni legali.

La questione dell’immigrazione è complessa e può essere oggetto di dibattito politico e sociale.

Questioni di difficile soluzioni e complesse ancor di più sotto il profilo sociale e tra due stati diversi: Italia in Europa e Albania, al di fuori (per ora).

I CPR saranno un problema insopportabile per gli albanesi alle prese con lo sviluppo eccessivamente rapido e problemi di difficile soluzione.

Turismo che quest’anno, ripetiamo quest’anno ha avuto un exploit verso l’Albania ma per il prossimo anno e negli anni succesivi?

Del tema ne abbiamo parlato in un precedente articolo con la “grana” che finalmente è venuta alla luce, dei traffici di rifiuti e del loro smaltimenti.

La preoccupazione sanitaria cresce oltre il business per pochi e crescono le firme nelle petizioni di cui abbiamo parlato in precedenza.

Vogliamo che l’Albania si addossi anche il problema dell’immigrazione in cambio di fondi italiani che non si sa bene come, quando  e quanto potrebbe pagare l’Italia?

La vicenda è complessa e sarebbe opportuno fare i passi possibili, le fughe aumentano il rischio di cadute per gli albanesi e business per i governanti.